Sviluppo personale o sviluppo organizzativo?

la mappa per lo sviluppo organizzativo
Pubblicato da: Daniela Belotti Categoria: Articles, Come fare, Mentoring tag: , ,

Quali obiettivi di sviluppo ha il tuo progetto di mentoring?

Chiacchierando di mentoring con le organizzazioni che incontriamo, che già hanno in essere progetti, spesso ci accorgiamo che manca un link.

Dai tempi del Mentore-Athena ad oggi il mentoring è riconosciuto come strumento di sviluppo personale e professionale, di inclusione e motivazione. 

Basta affiancare una persona esperta ad una più junior, professionalmente parlando, e il gioco è fatto. 

Se poi ai partecipanti hai insegnato le regole del gioco, formandoli sul significato del mentoring, i contenuti del ruolo di mentor e mentee e qualche buona pratica per gestire gli incontri, hai aumentato la possibilità che la maggioranza delle coppie arrivino a fine percorso senza problemi (D.Clutterbuck lo scriveva già nel 1998 nel suo libro Tecniques for Coaching and Mentoring).

Bene, ora sei a fine percorso, hai fatto un gran lavoro di progettazione e gestione del programma e tutto è filato liscio.

Le coppie si sono incontrate e hanno chiacchierato nella confidenza della loro relazione dei loro obiettivi professionali e tutti sono molto soddisfatti.

Gli abbinamenti sono stati fatti con cura. Anche i mentor hanno capito provandolo sulla loro pelle quale arricchimento porti dialogare con una persona che ha una prospettiva diversa e ti può dare una visione “fresca” di ogni tema affrontato.

Sviluppo personale?

Quello che potrai valutare a questo punto è la soddisfazione dei partecipanti al progetto e il miglioramento di competenze di leadership individuali che hai deciso di monitorare lungo il percorso.

Si perché il mentoring è come un viaggio.

Nel tuo caso sono partiti tutti da uno stesso punto della tua mappa, ma ogni coppia ha fatto un percorso individuale diverso e ha raggiunto una destinazione diversa.

Ora, si parla di effetto a cascata del mentoring ( se vuoi approfondire leggi qui), quindi ogni mentor e mentee riporterà nelle sue attività quotidiane quanto sperimentato nella relazione di mentoring, contagiando anche coloro che non sono stati coinvolti nel percorso. Quindi anche l’organizzazione in qualche modo ne beneficerà comunque.

Tutto vero, tutto bello, tutto confermato dalle ricerche.

Tutto questo è perfetto se il tuo è un progetto di empowerment individuale o di sviluppo alla carriera magari con mentee esterni, studenti o così via.

Se invece mentor e mentee sono interni, tu hai sprecato un’opportunità di usare il mentoring per lo sviluppo organizzativo della tua azienda e di renderlo un potente learning journey per i partecipanti.

E dato che tutte le aziende, anche quelle che veramente mettono al centro le persone, sono sul mercato per crescere  potrà capitare che qualcuno magari del board, prima di confermare la nuova edizione del progetto, ti chieda: 

Ma a livello di business che risultati hai avuto? 

Il link allo sviluppo organizzativo

Ora immagina invece che durante la progettazione tu abbia fatto un attento assessment dei tuoi valori aziendali e del livello di condivisione di mission e vision tra le tue persone (per esempio noi lo facciamo con il metodo Barrett ).

Dai risultati dell’assesment ti sei accortə che esiste una distanza tra i valori su carta e quelli realmente agiti e percepiti dalle persone che vivono l’azienda.

On top hai individuato i tuoi “Sherpa”, coloro che rappresentano un modello di leadership allineato a questi valori.

Bene ora hai creato dei contenuti su questi temi valoriali e di comportamento desiderato che hai integrato nella formazione dei tuoi mentor.

Così nel nuovo progetto di mentoring tutti avranno una mappa, la stessa mappa.

Gli incontri delle coppie seguiranno percorsi diversi personalizzati, ma con una stessa destinazione condivisa.

E magari con qualche check point di assestamento e rifornimento per fare il punto sulle competenze apprese!

E ora immagina anche di aver individuato alcuni parametri legati al tuo business da poter monitorare durante il viaggio.

Ecco, così la valutazione finale del tuo progetto ti potrà dire, oltre alla soddisfazione e allo sviluppo individuale dei partecipanti, anche quale impatto il mentoring ha avuto sulla tua organizzazione

Solitamente anche solo considerando il miglioramento della retention, il Roi è positivo.

E con un Roi positivo avrai tutte le carte in regola per tornare dal board e chiedere che rimettano a budget un nuovo anno di mentoring, scalando anche nei numeri.

Gli step che consigliamo

Se volete realizzare un progetto di sviluppo organizzativo, un progetto di mentoring strutturato è ciò che fa per voi.

Ma come procedere?

  1. attraverso focus group, sondaggi, assessment si individuano i temi su cui intervenire
  2. identificate gli “Sherpa” del vostro percorso: i vostri autentici leader informali, che hanno fatto loro la mappa dei valori e che sono guidati dalla mission perché la sentono loro. Questi saranno gli ambasciatori ed endorser del progetto
  3. formate le vostre persone alla relazione di mentoring e dategli la bussola per arrivare a destinazione
  4. identificate i criteri per individuare il target e le coppie di mentoring
  5. Utilizzate il software Bemymentor per invitare i partecipanti al progetto, formare le coppie migliori e gestire in maniera professionale il progetto:
    • animando i gruppi di discussione
    • con formazione online in itinere
    • monitorando e valutando il processo
    • gestendo con semplicità, velocità ed efficacia tutti i percorsi

Se avete le competenze interne per i passaggi da 1-4, procedete in autonomia; in alternativa contattateci per una consulenza.

 

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