Dal mentoring virtuale all’e-mentoring: non solo social

Pubblicato da: Daniela Belotti Categoria: Articles, Lavoro e mentoring, Mentoring tag: , ,

Virtual mentoring o e-mentoring?

In questo periodo di lockdown, diverse organizzazioni che hanno al loro interno programmi di mentoring stanno cercando di organizzarsi per continuare. Consapevoli che il mentoring in questo momento sia supporto importante per aiutare le persone ad affrontare le novità, tenere alto l’engagement , allineato il team  e utilizzare al meglio il tempo disponibile per continuare a formarsi.

Ma così come è scorretto parlare di smart working quando si è solo convertito il proprio lavoro in una serie di video conferenze da casa (leggi qui un approfondimento), non si può parlare di e-mentoring solo perché gli incontri con il nostro mentore si svolgono su skype o in altre forme virtuali. Esattamente come trasferire le lezioni dei nostri figli su zoom non trasforma la scuola in e-learning.

Ci vuole di più.

Ma è solo una differenza tecnologica?

I supporti digitali che abbiamo a disposizione rendono sicuramente più facile mantenere attiva la nostra relazione di mentoring, ma il loro uso non ci consente ancora di parlare di e-mentoring.

Ieri ho assistito ad un interessante webinar di Emcc sul virtual mentoring. C’erano molti coach e mentori professionisti presenti, ansiosi di capire come continuare la loro attività on line. Realizzare sessioni in video conferenza ha sicuramente dei vantaggi. Il primo fra tutti è il poter registrare gli incontri: questo permette alle parti coinvolte di concentrarsi su aspetti diversi del loro rapporto, certi di poter rivedere la registrazione per cogliere altri elementi e per rielaborarne i contenuti. Ma non ci siamo ancora.

Parlare di e-mentoring significa non solo parlare di tecnologia di supporto.

Innanzi tutto bisogna avere scelto di usare il mentoring formale come metodologia di sviluppo organizzativo, derivante da un’attenta analisi dei bisogni aziendali e una puntuale progettazione fatta da definizione degli obiettivi, formazione di mentori e mentee, valutazione in itinere e finale e molto altro (M.Perchiazzi, Sim). Ma tutto questo si può naturalmente anche gestire manualmente.

Fare e-mentoring significa anche dare il ritmo alla relazione

Con l’ e-mentoring puoi scegliere il software giusto e usarlo al meglio per mantenere il momentum del tuo programma di mentoring :

  • definire con una profilazione attenta i partecipanti e formare le migliori coppie possibili con il supporto di un algoritmo
  • definire chiaramente milestone e obiettivi e tracciarli automaticamente per tutto il percorso
  • fornire uno spazio dedicato a mentor e mentee per interagire ( fotum,chat, mail, video call integrati) dove ritrovare facilmente tutta la storia della loro relazione
  • coinvolgere i partecipanti con strumenti che diano il ritmo alla relazione
  • fare training con webinar e aree di contenuti dedicati
  • dare supporto costante e immediato ai partecipanti
  • monitorare costantemente i kpi definiti e fare survey on line per avere in ogni momento una fotografia completa del proprio programma e all’occorrenza intervenire tempestivamente
  • e at last but not least rendere scalabile il programma a grandi numeri di partecipanti con il miglior rapporto costi/benefici

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